La commovente storia di un giocatore “salvato” da Destiny

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I casi in cui i videogiochi passano la linea del “semplice passatempo” si contano sulle dita di una mano, questo è uno di quelli.
Troppo spesso il divertimento videoludico viene direttamente associato alla violenza, senza mai tenere conto che, come ogni cosa, anche i videogiochi hanno un rovescio della medaglia, costantemente ignorato.
È il caso del famoso player lucent_beam, una ragazza con oltre 600 ore di gioco all’attivo, nonché una delle più popolari sulla piattaforma di streaming Twitch.
Pochi giorni fa durante una Live si è imbattuta in un nuovo giocatore.
Egli era nuovo all’online gaming, si poteva notare sin da subito, così i due, dopo aver giocato per un po’ insieme, hanno intrattenuto una conversazione dopo essersi scambiati i contatti:
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“Questo gioco in realtà un po’ mi ha salvato la vita. Mia moglie è morta a Natale del 2014 … Tutta la mia famiglia è già scomparsa. Mio figlio è morto nove mesi fa. Questo gioco mantiene la mia mente attiva, sai, sono in pensione. Mi sembra di vivere qui. Ho sogni lucidi su questo posto. E sono davvero emozionanti. È così eccitante. Essere qui è il momento più emozionante della mia vita.”

La storia ha commosso tutti i fan sul forum ufficiale di Destiny, raggiungendo persino la stessa Bungie, developer del gioco, che ha immediatamente avviato una raccolta fondi  per invitare il giocatore alla convention di Destiny GuardianCon 2017, una convention in cui si riuniscono tutti i fan del videogame in questione. Le parole dell’uomo anziano hanno veramente toccato tutti, e la possibilità datagli da Bungie di partecipare al GuardianCon è un evento più unico che raro, dato che l’uomo si troverà in mezzo a ragazzi che potrebbero essere suoi nipoti, ma che condividono la sua stessa passione.
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Non è la prima volta che sentiamo parlare di videogiochi che salvano la vita, anche se indirettamente, ma comunque aiutano non poco.
I videogames mantengono la mente giovane, fresca, reattiva e in questo caso, ha aiutato decisamente quest’anziano signore che, lasciato solo dal destino, ha trovato una calorosa community ad accoglierlo, community composta perlopiù da ragazzini. Ma qui è il bello: non viene guardata l’età, bensì la passione che si condivide.

Samuel Rossi

Il "tamarro" del gruppo, appassionato di informatica e tecnologia, venderei anche un rene per aggiungere qualche led al mio PC.

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