Recensione: Gammec Alien, un case (quasi) italiano

Nella ricerca di un case, su numerosi siti di e-commerce come in anche moltissimi negozi fisici, ci imbattiamo in marchi mai sentiti prima, ma che comunque offrono ad un prezzo ragionevole un design accattivante, condito con alcuni accorgimenti scopiazzati qua e la, ma che fanno sempre comodo, d’altronde, copiare non è sbagliato finché lo si fa con cognizione di causa.
Questo è il caso del Gammec Alien.
Prima di cominciare è bene fare un po’ di chiarezza su questo marchio.
Gammec è un marchio di proprietà di Cortek srl, azienda con sede in italia, più precisamente a Perugia, che si occupa principalmente di materiale informatico da gaming e da ufficio, affidando la produzione a fabbriche in Cina.

Adesso la parte seriosa è finita, passiamo alla mia parte preferita.


Ci tengo a precisare che l’ Alien in foto sembra una merda, ma dal vivo e a toccarlo con mano dà una sensazione totalmente diversa, sia io che Samuel siamo rimasti colpiti da come appare.
Il corpo esterno è quasi totalmente in plastica lucida, eccetto per il pannello laterale che è completamente trasparente, e il secondo pannello che invece è in alluminio opaco.
Sul pannello frontale troviamo in basso una feritoia coperta da una mesh nera per l’intake delle due ventole da 120/140 mm montabili, sopra alla quale troviamo il logo Gammec serigrafato in argento.
Salendo più in alto troviamo una cover per bay da 5,25″ (che sconsigliamo assolutamente di usare, in quanto fotterebbe la linea del case stesso, ma poco importa, i Cd e Dvd al giorno d’oggi si usano al limite come frisbee).
Un po’ più su troviamo il pulsante di accensione, dal feedback molto “cheap”, cosa che abbiamo riscontrato su tutti i case affidatici da Cortek, che evidentemente fa uso dello stesso switch per ogni case prodotto.

Sul pannello superiore troviamo: a sinistra l’I/O, composto da 2 Usb 2.0, jack cuffie, jack microfono ed una Usb 3.0. A destra troviamo invece il pulsante di Reset (anch’esso dal feedback “very cheap”), lettore di schede Sd e MicroSD, e infine non uno, ma ben due switch per il controllo ventole, ognuno in grado di pilotare 2 ventole, per un totale di 4 ventole. Gli switch hanno 3 posizioni: Low, High ed Off, ed anch’essi sono un po’ plasticosi, ma i cambi sono netti e decisi.
Andando verso il retro del case troviamo una griglia di ventilazione per le 2 ventole da 120 mm. Purtroppo la griglia è sprovvista di filtro antipolvere (eddai Gammec).

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Passando alla parte interna del case, quella più interessante per i più nerd oserei dire, troviamo qualche chicca condita da qualche cazzata.
L’interno è molto ben organizzato, con un buon cable management ed una disposizione delle ventole intoccabile.
Persino sul copri psu è possibile installare una 120 millimetri, che offre aria fresca alla scheda video.
Sono presenti due bay da 5.25″, ma non consigliamo di usarli, poichè piazzare un lettore di schede, lettore cd/dvd/bluray/quelcazzochevolete, compromette la linea frontale del case, rendendolo particolarmente orribile. Ma non è un problema, ormai i dischi si usano solo come frisbee per far divertire il cane.
Nel case trovano spazio 2 Hard disk da 3,5″ più altri 2 da 2,5“, fornendovi tutto lo spazio di archiviazione necessario.
Possono essere installate fino a 5 ventole da 120/140 millimetri, garantendo un’ottima ventilazione interna.

Conclusioni:
Il case si presenta molto bene, ha un’ottima linea, veramente accattivante.
Purtroppo i materiali utilizzati lasciano un po’ a desiderare, ma per il prezzo a cui viene proposto, siamo davvero ad un buon punto.
Non gli manca niente, ha una finestratura laterale che lascia vedere tutto l’interno del case, un copri psu che copre tutto il puttanaio di cavi, e un cable management ben organizzato, sempre per nascondere il solito puttanaio di cavi.
Bella giocata Gammec!